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lunedì 25 novembre 2024

I segreti del dritto di Jannik Sinner

Una chiara oscillazione a 1 pendolo. Non c'è uso del polso, non c'è rotazione dell'avambraccio, se non dopo l'impatto. Il punto di rotazione è alla spalla e ogni singolo punto di massa sfrutta il raggio al quadrato (ovale della racchetta compreso). Se si rilascia troppo presto è opportuno sapere che l'oscillazione in doppio pendolo è caotica, pertanto il rischio è perdere precisione e timing. Inoltre il raggio dell'oscillazione diminuisce e il raggio nel momento di inerzia è una variabile al quadrato, pertanto la massa all'impatto dovrà essere moltiplicata per un raggio minore al quadrato. Nel secondo fotogramma si vede chiaramente il follow through dell'intero braccio racchetta con la pallina già fuori dal piatto corde, infatti il braccio è sempre nella stessa posizione.






venerdì 24 marzo 2023

Il tennis sport del diavolo? Evitiamo il caos.


Il nostro braccio ha tre articolazioni: spalla, gomito, polso, in più c'è la possibilità di pronazione e supinazione dell'avambraccio. Se impugniamo un oggetto come una racchetta, l'utilizzo di queste articolazioni ha un effetto: quello di avvicinare il punto di rotazione al punto di impatto. Può capitare nel tennis di dover colpire in diversi modi ma più l'asse di rotazione è vicino all'impatto e maggiormente decresce l'inerzia, infatti il raggio dal punto di rotazione è calcolato al quadrato nella formula del momento di inerzia. Pertanto per compensare la riduzione del raggio sarà necessario aumentare notevolmente la velocità della racchetta sul punto di rotazione, perché la velocità non è calcolata al quadrato.

E' importante esserne consapevoli, ma c'è un inconveniente, in realtà sono più di uno ma ci soffermiamo su uno solo. Se oscilliamo liberamente utilizzando gli assi di rotazione naturali del nostro corpo (spalla, gomito, polso o pronazione) l'oscillazione del braccio racchetta è simile all'oscillazione di un doppio pendolo o di un triplo pendolo addirittura. Il moto del doppio pendolo è un moto caotico ad alte velocità, questo implica che è sensibile alle condizioni iniziali.

Ovvero l'oscillazione varia notevolmente al minimo cambiamento anche della velocità di esecuzione. Il rischio è che l'ovale della racchetta sia sempre in un punto diverso nel momento in cui ci aspettiamo la collisione. Questo può comportare notevoli problemi di timing, in quanto ci affidiamo a un moto caotico per svolgere un compito di precisione. Il motivo per cui molti giocatori a tutti i livelli indulgono nell'utilizzo degli assi di rotazione in fase di impatto (pronazione e polso) credo sia legato a una falsa sensazione dovuta al tempo di dimora della palla sul piatto corde. Nel momento della collisione la palla rimane qualche millisecondo sul piatto corde, qui si può avere la sensazione di utilizzare l'avambraccio o il polso anche quando l'oscillazione è avvenuta a un pendolo fino all'inizio dell'impatto.

Calcolo dello Swing Weight

Lo swing weigth è un dato importante. Viene calcolato fissando la racchetta a 5 cm dalla fine del manico. Fornisce l'inerzia della racchetta fatta oscillare su quel punto di rotazione. Perché fissata lì? E' uno standard di riferimento per fornire un dato tecnico (kg x cm2). Lo swing weight non è un'indicazione di gioco. Le case costruttrici non posso fornire dati con il braccio del giocatore: le braccia hanno diverse lunghezze, hanno differenti pesi. Se impugno una racchetta e la oscillo ad altezza spalla lo swing weight sarà dato dal mio braccio più la racchetta che impugno. Sarà sicuramente maggiore della racchetta che impugno da sola. Se la faccio oscillare sul gomito lo swing weight sarà dato dall'avambraccio più la racchetta.

Perché dovrei ridurre l'inerzia di un oggetto che collide spostando il punto di rotazione nelle vicinanze del manico con la pronazione o usando il polso? Lo s.w. si ridurrebbe a valori molto vicini a quelli della racchetta da sola e in una collisione serve inerzia. Si potrebbe obiettare che l'oscillazione di più pendoli serva per passare energia cinetica alla racchetta via via su assi successivi (braccio, avambraccio, racchetta), ma in questo caso il moto diviene quello del doppio pendolo, che come abbiamo visto è un moto caotico.

Perché utilizzare un moto caotico per un lavoro di precisione e poi dare la colpa al diavolo?


giovedì 17 novembre 2022

Le aperture di dritto e rovescio

Non in senso classico.

Ampie, brevi, lineari o ovalizzate? Non parleremo di aperture in senso classico, ma dell'uso del braccio non dominate. Lasciamo alla personalizzazione e alla gestione tattica certe le scelte importanti ma non fondamentali come l'ampiezza e l'ovalizzazione.
Ci concentreremo sulla funzione del braccio sinistro per i destri e del destro per i mancini, la quale (funzione) rimane costante anche se l'intensità e la modalità del suo utilizzo possono variare. Alta, più bassa, breve, più lunga, amplissima ma è il braccio che non impugna la racchetta che partecipa attivamente per svolgere l'azione di apertura nel tennis. Almeno dovrebbe, perché non di rado molti si dimenticano di averlo e non lo usano sarebbe utile e funzionale.

Novak Djokovic. Dietro e in alto.

Oscillazione e rotazione.

Come è stato già ampiamente discusso possiamo ridurre ogni swing del tennis a due gesti fondamentali: un'oscillazione e una rotazione. Oscillazione del braccio racchetta dall'alto verso il basso e una rotazione del copro nella direzione della rete e del campo avversario. La mano che va sul cuore della racchetta o spara l'altra mano nei rovesci bimani svolge un ruolo preliminare essenziale per stabilire l'entità sia dell'oscillazione che della rotazione del busto.
Più il braccio è attivo maggiore sarà la su influenza. Nel rovescio tira un po' verso l'alto e all'indietro la racchetta e nel dritto spinge un po' verso l'alto e indietro.

Justin Henin

Questa azione consente di sfruttare maggiormente la discesa della racchetta e la rotazione del busto. Più la racchetta sarà in alto e maggiore sarà l'energia potenziale gravitazionale da sfruttare. Maggiore sarà la spinta indietro nel dritto e la trazione nel rovescio e maggiormente le spalle ruoteranno verso il fondo del campo, permettendo di avere un maggiore spazio per l'accelerazione della racchetta in successione alla rotazione del corpo in avanti.
Non dimentichiamo il braccio non dominate svolge un ruolo importante. Push back. Pull back. Spinge indietro e tira indietro dal cuore o dal manico come nel caso di Djokovic o di coloro che giocano il rovescio a due mani.

Roger Federer. Dietro e in alto.

Questa azione è comune a tutti i colpi; rovescio a una mano e a due, dritto e rovescio in back spin. In sostanza tutti i fondamentali da fondo campo. Ma svolge un'azione significativa anche nell'esecuzione delle volée seppur di minore rilevanza.
Consente di gestire l'ampiezza dell'oscillazione e della rotazione in avanti. Di conseguenza consente, in qualche modo, se saputa gestire, di gradualizzare la velocità del braccio racchetta con una gestualità dell'intero corpo e in decontrazione muscolare. Ogni giocatore troverà la propria personalizzazione del gesto cercano la comodità di esecuzione in base alle proprie caratteristiche.

venerdì 14 ottobre 2022

Tips and tricks: come evitare il caos del doppio pendolo nel tennis

La personalizzazione del manico secondo Richard Gasquet

Anche un minimo margine di errore in più può essere fatale, pertanto affidarsi a un moto caotico per colpire non sembra essere la migliore scelta da fare, sia che stiate giocando a Wimbledon o che cerchiate di vincere una partita di circolo con il vostro collega di lavoro.

Alcuni semplici trucchi possono permettere di limitare il numero di volte che l’ovale della racchetta  oscilli con un moto intrinsecamente imprevedibile. L’obiettivo è quello di cercare, nel momento dell’impatto, un’oscillazione a un pendolo con un asse di rotazione il più lontano possibile dal punto di impatto in modo da aumentare l’inerzia del braccio racchetta.

1. Cercare uno swing di spalla.

2. Ruotare le spalle fino all’impatto.

3. Cercare di limitare, nella presa, l’uso delle dita indice e medio, e cercare, maggiormente, una presa di anulare e mignolo. Questo, da intendere come esercizio, evita di innescare un movimento di chiusura anticipato dell’avambraccio ed agevola la traslazione del manico in avanti in direzione dell’impatto; questo accade perché l’azione di forza della mano è limitata da un’impugnatura più lasca nella parte anteriore.

4. Cercate di mirare con il tappo della racchetta. L’intento dovrà essere quello di cercare di indirizzare la pallina non con la testa della racchetta ma prendendo come riferimento il manico nella sua parte finale.

Questi accorgimenti evitano l’innesco anticipato del doppio moto pendolare, infatti l’oscillazione rimarrà per più tempo un movimento di braccio-racchetta nel suo insieme e non una successione di avambraccio e poi racchetta. La riduzione degli errori è strettamente correlata a un gesto che è per natura fisica lineare e prevedibile, al contrario di un gesto la cui l’oscillazione è soggetta a macroscopici cambiamenti, con la conseguenza diretta di rendere molto più difficoltoso trovare il timinig giusto sulla palla.

I risultati nel cercare di utilizzare l’oscillazione a un pendolo possono essere riscontrati a tutti i livelli agonistici. Consentono pertanto l'innalzamento del livello di gioco di tutti i giocatori, spostando verso l’alto il livello di competitività.

Dal punto di vista matematico è difficile dire di quanto venga ridotto il margine di errore. Ritengo che sia abbastanza consistente, ma anche se fosse di un valore al di sotto dell’unità percentuale, non sarebbe assolutamente da trascurare. Sbagliare anche 0,5% di colpi in meno nell’arco di una carriera potrebbe aprire prospettive inaspettate a un giocatore. Sarebbero 2 errori in meno ogni 100 colpi, magari in una situazione decisiva, in un momento di svolta di una partita, senza considerare le eventuali ripercussioni psicologiche di un errore o due in una situazione cruciale.

Riguardo all'impugnatura di Richard Gaquet nella foto sarebbe opportuno chiedere al giocatore i motivi per cui ingrossa il tappo o pomello della fine della racchetta, ma è possibile prendere in considerazione il fatto che tale modifica possa prevenire la doppia oscillazione del braccio e della racchetta, cambiando il modo stringere l'attrezzo. Potrebbero però anche esserci altre motivazioni personali del giocatore: come quella di consentire una presa più spostata verso la fine del manico aumentando la lunghezza del braccio-racchetta e conseguentemente la sua inerzia all'impatto, sfruttando il quadrato della distanza dall'asse di rotazione dello swing. Rimane possibile, inoltre,  che i due aspetti coesistano, o che ce ne siano altri connaturati alla morfologia di Richard Gasquet.

lunedì 14 febbraio 2022

Come non giocare a tennis contro il caos

Doppio pendolo. Fonte Wikipedia

Conversazioni con Ale sul movimento del doppio pendolo:

- vedi non è preciso come il moto di un pendolo singolo.

- babbo, all'inizio insomma, poi impazzisce.

- come certi tennisti che lo giocano.

Se stringete la racchetta e accelerate di forza, giocate di forza. Se rilasciate prima dell'impatto si tratta di doppio moto pendolare. Moto caotico ad alte velocità. L'asse di rotazione è troppo vicino alla mano, il raggio rischia di essere corto, l'inezia di impatto diminuisce. Con il rilascio dell'ultimo pendolo la racchetta seguirà oscillazioni imprevedibili e soggette a cambiamenti macroscopici come evidenziato dalla gif di Wikipedia. Liberissimi di continuare a battere la testa nei muri, ma non cercate di trascinare gli altri con voi. E auguri per un'ottima scalata del ranking.

Se invece allenate uno swing a un pendolo state allenando un movimento prevedibile in ogni fase dell'oscillazione. Se allenate un gesto a doppio pendolo l'oscillazione della racchetta è soggetta a cambiamenti evidenti in relazione ad ogni minimo cambiamento della velocità di esecuzione e/o della distribuzione del peso nei pendoli. Cercare la precisione della collisione diviene molto più difficile nel secondo caso ed i margini di errore aumentano. Si diventa bravi in ciò che si allena quindi è meglio allenare il gesto con il minore margine di errore.

Il problema è che i fisici temono che rubi loro il lavoro e i maestri di tennis pensano la stessa cosa. Però qualcuno doveva provare a mettere insieme le due cose anche se non si vive bene su una linea di confine (vedasi Ucraina). Ora la prima domanda è: dove posso avere un movimento libero, un'accelerazione disordinata, al limite del caotico, per prendere velocità pura? La risposta è nel backswing. In questa fase posso accelerare senza curarmi troppo della posizione della racchetta.

Dove ho invece bisogno di maggior controllo? Nel momento dell'impatto e negli attimi precedenti ad esso. Ora noi conosciamo due moti: il primo disordinato (doppio pendolo); il secondo ordinato (pendolo singolo). Quale scegliereste per le due operazioni? Caotico nel backswing cercando poi di unire il movimento in un singolo pendolo all'impatto (meglio con asse spalla, ma va bene tutto in dinamica di gioco). Così a occhio. Non è un gesto atletico facile. No.

Inoltre ci sono due modi principali per giocare un pendolo: il primo prevede un'accelerazione muscolare stringendo la racchetta ma senza il rilascio per cercare un colpo di frustra al momento dell'impatto; il secondo è quello descritto sopra ed è il più difficile perché sfrutta la libertà di accelerazione in decontrazione nella fase posteriore dello swing. Ma nel momento dell'impatto una presa salda dovrà evitare l'oscillazione libera della racchetta. Il momento del rilascio avviene dopo la collisione o nel momento della collisione. Il suggerimento dei maestri vecchia scuola torna sempre utile (accompagna, pensa di colpire non una ma tre palline). Questo chiarisce come l'esperienza cinestetica di pratica di gioco si accompagna con conoscenze tecniche e teoriche. Se due strumenti diversi ci forniscono la stessa descrizione della realtà saremo molto più sicuri della realtà stessa. L'indicazione è valida per i tre fondamentali: dritto, rovescio, servizio.

Il miglior modo per unire i pendoli è utilizzare la rotazione del busto per guidare il braccio all'impatto.

C'è già un'avversario dall'altra parte della rete, evitiamo, non diamogli un altro alleato.

venerdì 19 marzo 2021

Educare Mouratoglou. Come evitare il doppio moto pendolare e migliorare il proprio tennis

 


Mouratoglou nel filmato in fondo alla pagina sostiene che lo spin viene dato dall'azione della mano. In realtà si tratta di un grande malinteso nel tennis. Un errore di impostazione che rischia di innescare una serie di conseguenze che rallentano la crescita e precludono il miglioramento. Purtroppo questo approccio e certi fraintendimenti sono molto diffusi tra i maestri e i coach, questa condizione crea un blocco all'apprendimento che con il tempo si radica e su cui è poi difficile intervenire in futuro, perché viene automatizzata un'abitudine che ha dei limiti. Come si può vedere invece dal primo filmato, molto esplicativo, la rotazione alla palla e il tipo di colpo sono dati solo dall'angolo di rotazione del braccio e dall'orientamento della superficie che collide. Il back, il top spin, il servizio in kick, lo slice, la palla da sotto, il colpo piatto, il lungo linea, l'incrociato tutti i colpi sono riproducibili agendo su questi due fattori soltanto. La macchina infatti è priva di altre variabili che possono essere utilizzate come il polso, l'avambraccio o la mano i quali possono essere usati nell'immediatezza della collisione. Passare ore ad allenare un gesto sbagliato ci renderà bravissimi nell'eseguirlo ma i limiti tecnici del gesto diverranno i nostri limiti in futuro, impedendo altri miglioramenti. Interrogarsi sul perché dei 58 slam in tre (Federer, Nadal, Djokovic e pochi altri) significa anche chiedersi quanto sia diffuso e radicato un metodo che si basa su un evidente malinteso. Grazie a powerflail.com.

Ahi! Ahi! Ahi! Se mi dite cosa vendete magari evito di acquistarlo.



giovedì 4 marzo 2021

Comprendere lo swing e il servizio del tennis



Ogni swing nel tennis è l'insieme di una rotazione e di una oscillazione. E' fondamentale cercare di non contrastare la risultanza delle forze messe in atto dal nostro corpo. Questo per avere un movimento il più possibile fluido o decontratto. Ogni azione muscolare che tende a modificare la direzione del movimento rispetto alla risultanza delle forze non solo dovrà contrastare la pallina, che arriva ad una certa velocità, ma anche le forze azionate da noi stessi per accelerare il braccio racchetta. Un doppio sforzo, con un minimo risultato. L'intento di dirigere il colpo all'impatto è da evitare. L'impatto infatti dura pochi millisecondi. Non c'è tempo. Inoltre questo tentativo ci indurrà a modificare il movimento che avevamo preparato in precedenza con conseguente ricerca di una modifica in corso dello swing e quindi di contrasto rispetto a tutto ciò che avevamo fatto in precedenza. L'azione muscolare dovrà essere il più possibile in direzione del "naturale" senso dello swing per l'aggiunta di ulteriore velocità.

Le forze rotazionali, lo sfruttamento dell'oscillazione, ci consentono di svolgere lavori altrimenti impensabili, ma non possiamo ostacolarle. Sarebbe impensabile modificare la direzione della ruota da 40 libbre del filmato (quasi 20 chili) una volta sollevata con un solo braccio con minimo s sforzo muscolare. La ruota nella seconda parte tiene sollevati due chili solo con la propria rotazione, oltre a se stessa. Agire in modo diverso rischia di mettere in pericolo le parti più fragili del nostro corpo: le articolazioni. Polso. gomito, spalla. Pronazione e uso del polso sono da evitare se non seguono in scioltezza l'azione messa in moto dall'intero corpo, quando ormai l'azione di colpire è stata messa in atto con un asse di rotazione (appunto) il più centrale possibile rispetto al nostro corpo. Massimo raggio.

Anche questa è un'abilità che si allena con il tempo.

sabato 25 aprile 2020

Giocare e divertirsi a tennis fino a 100 anni di età


L’attività fisica è fondamentale per mantenersi in salute e in forma. Una buona vascolarizzazione e una buona ossigenazione di tutto il corpo sono aspetti che aiutano a rimanere sani e a reagire meglio anche alle malattie.
Ma non tutti gli sport si prestano ad essere praticati a tutte le età. Ce ne sono alcuni che si adattano male a coloro che iniziano ad essere avanti con gli anni. Movimenti bruschi, poco fluidi, possono provocare infortuni per i quali è necessario molto tempo per recuperare se non si è più giovani.

Il tennis, se ben interpretato, può essere uno sport allenante e divertente che può permettere alle persone di tutte le età di scendere in campo per il piacere di palleggiare con un amico o per mettersi in gioco in un torneo sociale.
E’ opportuno però avere degli accorgimenti atletici e tecnici da tenere ben presenti. Fondamentale è conoscere il proprio corpo in base agli infortuni avuti e metterne al corrente il proprio maestro. Le ginocchia, le anche, le spalle, la schiena sono i punti nevralgici e  più sollecitati del copro. Un buon riscaldamento, senza stretching o con un stretching molto lieve è altamente consigliato. Durante il gioco è bene avere in mente l’idea di non effettuare scatti troppo repentini per raggiungere una palla corta o un colpo molto angolato. L’obiettivo principale sarà quello di gestire un palleggio il più possibile prolungato per cercare una fase aerobica di gioco. Un aspetto tattico vecchio come il mondo è quello di lasciare che sia il nostro avversario a sbagliare mentre cerca di fare il punto.

Nel caso di un incontro agonistico il singolo punto va valutato con la prospettiva dell’intera partita e la sua gestione complessiva. Si può anche non rincorrere una singola palla, un quindici. Nell'eventualità di un avversario ostinato a giocare palle corte è più opportuno cercare di trovare soluzioni tattiche piuttosto che cercare di arrivare su tutti i drop shot. Per esempio cercare di allungare il proprio gioco da fondo campo in modo da costringere l’avversario ben oltre la riga di fondo, una posizione da cui è difficile la soluzione della palla corta. Questa condizione consente inoltre di avere più tempo per raggiungerla, perché la pallina deve percorrere più metri prima di arrivare nella nostra metà di campo. Guadagnare tempo è essenziale.
Per avere soluzioni tattiche è però necessario aver acquisito le abilità tecniche. Queste ultime sono fondamentali per un gioco morbido, fluido, efficiente, a risparmio energetico. Un gioco che si adatta a tutte le età. Una tecnica più naturale possibile, meno brusca, meno muscolare è utilizzabile da tutti e a maggior ragione è preziosa per chi non è più giovanissimo.

Quattro sono gli aspetti principali da prendere in considerazione nei fondamentali (dritto e rovescio):
  1. Stance o posizione. Rotazione iniziale delle spalle e delle anche. Testa della racchetta alta. In modo che le spalle assumano una posizione affiancata rispetto alla rete. Questo va effettuato sia che si colpisca in posizione semi open, open o square stance (affiancati anche con le gambe). Per le persone anziane con problemi alle anche o alla schiena può andar bene la posizione open stance, ovvero con il petto rivolto verso la rete. Va bene anche un minino affiancamento delle spalle.  In questo modo verrà utilizzata solo l’oscillazione del braccio racchetta senza la rotazione delle spalle e delle anche in agevolazione del colpo, ma si eviteranno sollecitazioni torsionali della schiena e del bacino.
  2. Partenza alta e sfruttare la forza di gravità in discesa. Il braccio racchetta inizia l’oscillazione. Rimanere rilassati.
  3. Lasciar oscillare il braccio racchetta senza voler colpire in modo muscolare. Siccome non stiamo cercando un tennis agonistico di alto livello l’importante è concentrarsi su un movimento il più possibile fluido che consenta di avere un buon colpo di palleggio e una buona direzionalità di palla, senza cerca un’eccessiva aggressività di azione.
  4. Assecondare l’oscillazione con il corpo. Rotazione di ritorno delle spalle e della anche. Specialmente nel dritto la rotazione di ritorno delle anche e delle spalle permette che l’oscillazione del proprio braccio racchetta segua una direzione il più possibile indirizzata verso l’altra metà del campo, ovvero la direzione in cui vogliamo mandare la palla. Permette inoltre  lo sfruttamento, come già descritto, di una coppia di leve positive. L’azione di oscillazione del braccio racchetta perderà di efficacia in modo proporzionale alla  rotazione effettuata.  Minore è la rotazione minore sarà l’efficacia, ma anche senza rotazioni avremo comunque un colpo effettuato solo di braccio. La gestione di un palleggio in direzione e profondità potrà essere conservata lo stesso. L’obiettivo principale per giocatori senior sarà infatti quello di cercare continuità e variazione del palleggio mantenendo rilassatezza e un gesto morbido, accompagnando l’oscillazione con il corpo senza strappi.
Acquisite queste quattro abilità principali la via per giocare fino a cento anni sarà dritta davanti a noi.

Anche gli spostamenti dovranno essere curati, ma anche in questo caso il tennis è uno sport che offre dei vantaggi, perché la larghezza del campo non è eccessiva. In singolo è di 8,23 metri, in doppio di 10,97 metri. La lunghezza totale di mezzo campo dalla linea di fondo alla rete è di 11,88 metri. Distanze facilmente copribili a ritmo di gioco non eccessivamente veloce, condizione che varia in relazione anche all'età dei giocatori, pertanto il ritmo tenderà a diminuire più si alza la fascia di età.
Per le volée un consiglio semplice: non cercate di imprimere forza, di colpire con violenza, ma sfruttate il piatto corde, il quale è di fatto un tappeto elastico che restituisce energia alla pallina.  L’intento dovrà essere quello di essere delicati come se si cercasse di prendere una farfalla con un retino. Posizionate il piatto corde per dare direzione ai vostri colpi al volo, a meno che non si tratti di un colpo da eseguire vicini alla rete e molto sopra di essa.

Coordinazione, gestione dello sforzo, uso di tutto il corpo nel colpi, ricerca di una fase aerobica nella ricerca di un palleggio prolungato, magari con esercizi vincolati al numero di scambi, utilizzo delle leggi della fisica, sono tutti i lati positivi di uno sport praticabile a tutte le età. 

mercoledì 15 aprile 2020

Il gesto naturale nel tennis. Let it swing

Oscillazione in viola. Raggio in rosso. Rotazione spalle e anche verde.
"Quel giocatore ha un gesto naturale", oppure: "è troppo muscolare". Sono frasi che abbiamo sentito spesso. Ma a cosa ci si riferisce nello specifico? Quale è il gesto più naturale e perché? Soprattutto ne esiste uno?

All'ultima domanda credo si possa rispondere positivamente. Ci riferiamo ai colpi fondamentali di dritto e rovescio. Per capire quale sia il movimento più naturale dobbiamo prendere in considerazione il nostro corpo e la realtà in cui viviamo. Minor fatica e maggior rilassatezza sono gli obiettivi che dobbiamo avere come riferimento e per raggiungerli in modo progressivo dobbiamo tenere in considerazione almeno un fattore: quando solleviamo un oggetto la nostra muscolatura si contrae.

Se l’oggetto da sollevare è estremamente pesante tutto il corpo cercherà di sopportare lo sforzo. Gambe, tronco, addominali, dorsali, braccia.

Al contrario un oggetto che cade non ha bisogno di grandi aiuti tenderà ad accelerare verso il terreno naturalmente. La forza di gravità svolge il lavoro per noi. Quindi in fase di apertura è opportuno ricercare una preparazione alta affinché la seconda fase si svolga con maggiore rilassatezza muscolare.

L’articolazione della spalla è un punto sul quale l’intero nostro braccio tenderà a ruotare come se fosse un pendolo. Una volta sollevato tenderà a scendere e poi a risalire, proprio come un pendolo, fissato all'altezza della spalla. Il movimento più naturale nei colpi fondamentali è proprio quello che non si oppone all'oscillazione del braccio racchetta. Il lavoro muscolare è già stato eseguito nel momento in cui è avvenuto il sollevamento.

Stringere l’impugnatura nel momento della discesa equivale a bloccare l’oscillazione e quindi a perdere i vantaggi di un'accelerazione in discesa.

Il finale verso l’alto è la conseguenza di una partenza alta. Il pendolo infatti tenderà a raggiungere la stessa altezza da cui è partito (un po’ meno a causa dell’attrito) per la legge della conservazione dell’energia. Concentrarsi sulla naturalezza dell’oscillazione implica una partenza e un finale alti.

La gestione decontratta dell’oscillazione consente di avere uno swing ampio e naturale. Il momento della risalita è cruciale perché è opportuno sfruttare la velocità acquisita in discesa evitando che l’azione muscolare collegata psicologicamente al sollevamento di un oggetto vanifichi i vantaggi acquisiti.

In questa fase per avere un gesto naturale dovremmo evitare ciò che è più naturale per abitudine: contrarre eccessivamente muscoli e tendini per alzare qualcosa. L’azione che conduce verso il finale deve essere un’agevolazione dell’oscillazione verso l’alto da eseguire anche con la rotazione delle anche delle spalle per permettere avanzamento e ampiezza.

Solo nel momento della collisione è necessaria una presa salda ma non troppo ferrea. Per un gesto naturale a volte è necessario modificare un’abitudine. In questo moto si riesce a portare all'impatto la massima inerzia possibile. Lasciamo oscillare. Let it swing.

venerdì 8 marzo 2019

L’anticipo della testa della racchetta nel tennis. Il colpo di frusta, il caos del timing e la distribuzione dei pesi

Doppio moto pendolare con pesi diversi e diversa distribuzione.
Tenniswarehouse.com
Al fine di poter meglio valutare le problematiche relative ai modi di colpire è opportuno osservare le dinamiche relative ai movimenti dei pendoli in relazione al momento di impatto, soprattutto in merito all’angolo con cui il secondo pendolo (cioè la racchetta) colpisce la pallina. Negli esperimenti sul duplice moto pendolare i due bracci, che rappresentano l’avambraccio e la racchetta sono collegati tra di loro attraverso uno snodo e vengono lasciati andare verso l'impatto contro una pallina ferma e sospesa.

I vari esperimenti sono stati effettuati con pesi determinati delle due aste. Sono stati inoltre effettuati vari esperimenti variando il peso e la distribuzione delle masse ed è stato osservato che, modificando in questo modo lo swingweight (il momento d’inerzia) si ottengono degli effetti diretti sullo swing con ulteriori conseguenze che interessavano le velocità relative dell’avambraccio e della racchetta e quindi anche l’angolo di impatto di quest’ultima con la pallina.

L’angolo con cui una racchetta colpisce la palla è importante perché questo angolo influisce sulla direzione del colpo. Distribuzione e variazione dei pesi, pertanto, condizionano l’oscillazione dei pendoli e la posizione della racchetta al momento dell’impatto, condizionano l’angolo con cui viene colpita la pallina, la conseguenza diretta si ripercuote sulla traiettoria della palla stessa.
Movimenti caotici del triplo pendolo
(braccio, avambraccio, racchetta).

Nelle due figure vediamo due fermo immagine che rappresentano l’oscillazione di due doppi pendoli: il primo a cui non è stato aggiunto peso ed il secondo a cui sono stati aggiunti 200 gr alla distanza di 60 cm. Come si può vedere il pendolo a cui è stato aggiunto del peso raggiunge il punto di impatto con un certo anticipo rispetto al primo, al quale non è stata aggiunta alcuna massa. La seconda asta , come si può vedere, è molto più avanzata e gli angoli che si formano tra le due aste sono diversi rispetto a quelli senza peso aggiunto. La pallina pertanto viene colpita con un’inclinazione diversa modificando di fatto la traiettoria del colpo

La massa che è stata aggiunta è abbastanza rilevante (200 gr), si tratta di casi estremi, ma è evidente come l’aggiunta di peso modifichi l’oscillazione dei pendoli, condizione che, nella realtà, porterebbe il giocatore a dover aggiustare il proprio movimento per ritrovare il giusto tempo di impatto, a cui era abituato in precedenza.

Nel caso specifico, il pendolo più pesante sembra colpire in anticipo dal punto di vista temporale, ma in realtà è in avanti solo dal punto di vista spaziale, per percorrere la distanza fino all'impatto ha impiegato infatti 1/2 ms in più della “racchetta” senza massa aggiunta. Questo sembra complicare ancora di più le cose, perché la racchetta non è andata più veloce ma ha proprio oscillato in modo diverso nell'aria, arrivando nel luogo di impatto con una posizione più avanzata ma impiegando più tempo. Pertanto se la pallina avesse avuto una velocità (l’esperimento prevedeva una palla ferma) l’impatto sarebbe avvenuto in ritardo. La situazione con palla in movimento, pertanto, sarebbe più complessa e in condizioni di gioco ancora più correlata ad un inizio anticipato dello swing da parte del giocatore. La differenza tra le due racchette è una differenza di ritmo non di velocità in sé.

“Figure 15 shows images of the racquet at impact for the two extreme cases in the experiment: no added mass (a) and 200 g added at 60 cm (b). Counter-intuitively for the greater swingweight case, the racquet hits as if impact were further "in front" or as if the racquet had swung through too soon. The forearm has swung through a smaller angle and the racquet through a larger one. The appearance is "out front" when compared to the forearm and the shot will be flying off at an angle to the horizontal. The appearance of hitting "early" is commonly associated with swinging too fast. However, the racquet is actually late to this impact location, having taken 1-2 ms longer longer than the no added mass racquet. Thus, if the ball were moving toward the racquet, unless the swing were begun earlier, the actual contact would have been made "late". But because the racquet is ahead of the forearm throughout much of the swing with the heavier racquet, the late impact might not lead to a shank.” Tenniswarehouse.com

Quello che interessa è che quando i pendoli sono liberi di oscillare lo fanno con movimenti e tempi diversi in relazione alla loro massa e alla sua disposizione. Il loro comportamento può essere anche contro intuitivo come in questo caso.  Il giocatore sarà quindi inconsciamente portato ad agire modificando l’energia profusa nello swing per trovare il giusto timing.

Però c’è anche la possibilità di agire sugli assi di rotazione per evitare di colpire con un angolo non voluto sia in ritardo che in anticipo. Cercare di ritardare l’azione rotante del pendolo finale all'ultimo momento, posticipando temporalmente l’uso dell’ultimo asse di rotazione, consentirebbe di ridurre i margini di differenza tra le varie oscillazioni effettuate con strumenti diversi e di conseguenza ridurre anche le differenze degli angoli all'impatto. In sostanza si tratterebbe di sviluppare l’abilità di gestire l’azione a due pendoli con la finalità di sviluppare un controllo che permetta una gradualità dell’azione che possa andare dal massimo rilascio dell’ultimo pendolo fino ad un rilascio minimo o addirittura nullo nell'area di impatto o in quella immediatamente precedente.

La sensazione di gioco descritte dai giocatori che hanno preso in esame l’accelerazione della racchetta rispetto all'avambraccio, sull'asse di rotazione che si trova indicativamente a metà mano, viene descritta come colpo di frusta.

Abbiamo già notato che l’inizio o il ritardo di tale movimento andrebbe collocato in modo preciso in relazione all'impatto e non è escluso che giocatori meno fallosi abbiamo sviluppato l’abilità di ritardare questa azione. I giocatori inoltre dichiarano che hanno una maggiore sensazione di colpo di frusta e facilità dello swing con racchette più pesanti.

Questa percezione non può essere dovuta a una maggiore velocità della racchetta, in quanto gli studi hanno evidenziato che con un aumento del momento di inerzia sia ha un riduzione della velocità dello strumento. Probabilmente questa impressione dipende dalle velocità relative di avambraccio e racchetta, poiché con l’aumento del peso la racchetta accelera di più dell’avambraccio nel momento in cui vi è il rilascio, anche se rimane meno veloce di una racchetta più leggera.

Quando si parla di impressioni di gioco però si entra nel campo della soggettività e occorrerebbe identificare senza equivoci le dichiarazioni dei giocatori ed avere delle definizioni inequivocabili di quello che si cerca di descrivere. Può essere che l’azione di frusta venga confusa con plow through al momento dell’impatto? Ovvero con la tendenza di una racchetta con maggiore inerzia di “passare attraverso” il luogo dell’impatto? La sensazione di solidità può essere attribuita all'aumento della massa piuttosto che alla velocità? E in che misura? Alcune domande rimangono aperte.

Non tutti gli aspetti sono stati oggetto di studi specifici e dettagliati. Quello che emerge e di cui occorre tenere conto è che se colpiamo tenendo il polso completamente rilassato (in ogni caso il nostro polso e l'avambraccio non saranno mai uno snodo completamente libero come quello dell'esperimento che prevede una vite) l’oscillazione di avambraccio e racchetta sarà soggetta all'influenza del peso e della sua distribuzione.

Se la tecnica di gioco di un giocatore è quella sfruttare in buona parte il colpo di frusta e questo giocatore ha trovato una racchetta con cui ha buone sensazioni di timig, è opportuno che l’atleta continui ad allenarsi sempre con lo stesso strumento. Infatti il cambio del peso e della distribuzione della massa implicherebbe delle azioni muscolari di riadattamento dell’esecuzione affinché ritardi o anticipi naturali dell’oscillazione vengano compensati. È superfluo ribadire come in fase di gioco, quando le partite vengono decise per pochi punti come nel tennis, questo possa essere molto deleterio.

Personalmente non ho idea di quanto tempo possa essere necessario per adattare il proprio swing a una racchetta diversa; con molta probabilità il tempo dipende anche dal livello di gioco che si intende raggiungere. Non c’è da stupirsi se sono molti i casi di giocatori che iniziano e concludono la propria carriera utilizzando sempre lo stesso strumento di cui sono molto gelosi. Sono frequenti anche le situazioni in cui atleti di vertice impiegano molto tempo per adattarsi a un modello diverso o addirittura a una marca diversa. Novak Djokovic nel passaggio da Wilson a Head ha impiegato forse più di qualche mese per ritrovare l'efficacia di vertice del suo tennis. Lo stesso Roger Federer nel passaggio tra due modelli diversi della stessa casa costruttrice è rimasto per un po’ di tempo sotto il suo standard di gioco. Dal 2012 al 2017 ha trascorso quattro anni senza vincere uno slam e una parte di questo periodo (dal 2014) ha coinciso anche con il cambio dell’attrezzatura.

Rafael Nadal da quando è diventato professionista gioca praticamente con la stessa racchetta alla quale sono state apportate nel tempo solo leggerissime modifiche, nell'ordine di pochi grammi.

L’oscillazione della racchetta può essere controllata anche cercando di limitare o impedire il suo rilascio come frusta finale. Si tratta di agire volontariamente per evitare che la racchetta segua un proprio moto quando è rilasciata sull'asse di rotazione del polso, e scegliere che questo movimento in scioltezza venga effettuato all'altezza dell’avambraccio o dell’intero braccio. Si può decidere di muovere il braccio racchetta come se fosse un elemento unico, dopotutto siamo uomini che possono fare scelte consapevoli.

La realtà del timing di impatto con una esecuzione che prevede il colpo di frusta si complica ancora se consideriamo la variabile della velocità della palla in arrivo che nella realtà del gioco è sempre diversa ed è correlata anche alle caratteristiche del giocatore che viene affrontato. Questo pone questioni di adattamento del timing anche in relazione al giocatore che abbiamo di fronte. Può inoltre rappresentare una chiave di interpretazione per le analisi degli scontri diretti tra i giocatori nonché degli stili di gioco e delle difficoltà che gli atleti  nel momento del cambio della superficie. L’uniformazione delle superfici ha contribuito sotto questo aspetto a ridurre la complessità di questo sport eliminando una variabile classica del gioco tennis la quale contribuisce ulteriormente alla necessità di acquisizione dell’abilità di gestire swing in condizioni diverse di superficie e avversari.

Conoscere questi aspetti della dinamica dei colpi può permettere di gestire le variazioni dell’oscillazione, con immediati vantaggi di adattamento a racchette di diversa tipologia e consente di ottenere una migliore costanza di rendimento nel gioco, quantificabile in una riduzione degli errori. La strada per le scelte è aperta e comprende anche la via per dritti e rovesci eseguiti con un’azione che tende all'utilizzo di un pendolo singolo.

Dopo tutto se alle alte velocità un doppio pendolo ha movimenti tendenzialmente caotici figuriamoci un triplo pendolo composto da braccio, avambraccio e racchetta.