Il caso Clostebol di Jannik Sinner: fatti, regole antidoping, evoluzione e lezioni apprese

Il caso Clostebol di Jannik Sinner: fatti, regole antidoping, evoluzione e lezioni apprese (versione aggiornata e ampliata – giugno 2026)

Introduzione

Circa un anno fa scrissi un articolo di semplificazione sul caso Sinner. Questa è la versione aggiornata più completa, neutrale: integra l’esito finale, il caso parallelo di José Luis Palomino, una timeline chiara, una tabella di confronto tra le riduzioni di sanzione e link alle fonti primarie. Mi auguro possa essere un punto di riferimento sintetico per fare definitiva chiarezza sulla vicenda che continua ad alimentare informazioni non aderenti alla realtà, rispettando la strict liability (responsabilità oggettiva) del Codice WADA.

Fatti principali

Nel marzo 2024 Jannik Sinner è risultato positivo a due controlli fuori competizione (Indian Wells) per metaboliti del clostebol (sostanza anabolizzante proibita, S1). Le concentrazioni erano estremamente basse (decine di picogrammi/mL), compatibili con contaminazione transdermica accidentale e senza alcun beneficio prestazionale.

Fonte dimostrata: Il fisioterapista Giacomo Naldi aveva usato lo spray Trofodermin (clostebol acetato, acquistato OTC in Italia) su un taglio al dito. Senza guanti, ha poi massaggiato Sinner (schiena, piedi, ecc.). Sinner aveva chiesto esplicitamente se venissero usati prodotti sulla propria pelle e aveva ricevuto risposta negativa. Lo staff aveva contratti con clausole antidoping.

Quadro normativo WADA / TADP (Tennis Anti-Doping Programme)

Art. 2.1: Presenza di sostanza proibita = violazione (strict liability). Non serve dimostrare intento.

Art. 10.5 No Fault or Negligence: Eliminazione totale della squalifica se l’atleta dimostra (a) la fonte e (b) che neppure con “utmost caution” (massima diligenza) poteva evitarlo.

Art. 10.6 No Significant Fault or Negligence: Riduzione della squalifica (fino a reprimenda o squalifica ridotta), più comune quando c’è negligenza dell’entourage.

L’atleta risponde delle azioni di medici, fisioterapisti e staff delegati (precedenti CAS consolidati).

Evoluzione del procedimento

Timeline

  • Febbraio 2024: Umberto Ferrara (fitness coach) acquista Trofodermin in Italia.
  • Marzo 2024 (Indian Wells): Naldi si taglia, usa lo spray e massaggia Sinner. Positivi ai controlli del 10 e 18 marzo (tracce minime di metabolita M1).
  • Aprile 2024: Sospensioni provvisorie brevi, poi revocate.
  • Agosto 2024: Tribunale indipendente ITIA (Sport Resolutions) → No Fault or Negligence. Nessuna squalifica (solo perdita punti e prize money di Indian Wells). PDF completo: ITIA v Sinner Decision.
  • Settembre 2024: WADA appella al TAS/CAS chiedendo 1-2 anni.
  • 15 febbraio 2025: Case Resolution Agreement tra Sinner e WADA. Sinner accetta 3 mesi di squalifica (9 febbraio – 4 maggio 2025, con credito per giorni già scontati). WADA ritira l’appello al CAS. WADA riconosce: “Sinner non intendeva barare, nessuna prestazione migliorata, contaminazione senza sua conoscenza per negligenza dell’entourage”. Sinner ammette responsabilità parziale per vigilanza sullo staff.
  • Maggio 2025: Rientro in campo.

Casi analoghi di contaminazione da clostebolUn parallelo importante è il caso di José Luis Palomino (all’epoca Atalanta):Nel luglio 2022 il difensore argentino risultò positivo al metabolita del clostebol dopo un controllo a sorpresa. La fonte: il suo bulldog francese era stato trattato con Trofodermin per escoriazioni cutanee durante le vacanze. Il contatto quotidiano (coccole, divano, letto) trasferì tracce minime.Concentrazioni bassissime, prove (ricette veterinarie, analisi del pelo del cane). Tribunale Nazionale Antidoping italiano (novembre 2022) e TAS/CAS (settembre 2023) riconobbero No Fault or Negligence completa: nessuna squalifica. Palomino perse solo alcuni mesi di attività (compreso il Mondiale).
Lezione comune: il clostebol (comune in Italia in Trofodermin) genera facilmente contaminazioni ambientali/transdermiche a dosi irrisorie, come confermato da studi scientifici.Tabella di confronto: No Fault vs No Significant Fault

Aspetto No Fault or Negligence (Art. 10.5) No Significant Fault or Negligence (Art. 10.6)
Requisiti Dimostrare fonte + utmost caution (impossibile evitarlo) Colpa non significativa rispetto alla violazione
Squalifica Eliminata completamente Ridotta (reprimenda fino a ½ della minima, es. 1 anno)
Onere prova Alto (atleta) Medio
Esempio Sinner Riconosciuto dal tribunale ITIA (2024) Base del compromesso WADA (3 mesi, 2025)
Esempio Palomino Riconosciuto in primo grado e TAS Non necessario
Frequenza Raro (soprattutto con entourage) Più comune

Analisi e lezioni apprese

  • Scientificamente: le tracce sono coerenti con assorbimento transdermico indiretto (studi su Trofodermin confermano positività dopo contatto breve).
  • Giuridicamente: il compromesso evidenzia la tensione tra strict liability e realtà pratica. Delegare a professionisti fidati non azzera la responsabilità ultima dell’atleta, ma pretendere controlli personali su ogni gesto dello staff è irrealistico per un top player.
  • Per gli atleti e i team: dopo il caso molti hanno introdotto policy più rigide (checklist prodotti topici, guanti obbligatori per ferite, formazione antidoping periodica, divieto Trofodermin in team).
  • Per il sistema: casi come Sinner e Palomino (e altri con animali o partner) spingono verso maggiore uso di soglie quantitative o distinzioni per contaminazioni ambientali, pur mantenendo la deterrenza.

Sinner ha mantenuto la maggior parte dei risultati 2024-2025, ha vinto tornei importanti e il caso si è chiuso senza squalifica retroattiva significativa. L’impatto sulla reputazione è stato gestito, ma ha evidenziato vulnerabilità del modello “staff di fiducia”: impossibilità di controllo totale sullo staff e impossibilità di avere fiducia assoluta nello stesso.
Fonti primarie consigliate:

Jannik Sinner: Red-Headed Terror is back; il terrore rosso è tornato

Ho fatto una discussione con Gemini sul "gene dei capelli rossi" l'efficienza dell'impatto e i campioni di tennis. Oltre alla sovra rappresentazione dei giocatori dai capelli rossi di 10 volte considerata solo l'era Open. (Quindi vostro figlio, se ha i capelli rossi, ha 10 volte in più la possibilità di fare bene nel tennis). Gemini ha suggerito che la maggiore densità ossea influisca sulla rigidità dell'avambraccio consentendo un super efficiente trasferimento del momento angolare. Quindi non solo maggiore peso, ma anche rigidità per un super impatto e un trasferimento eccezionale del momento angolare del braccio racchetta. Ora il romanzo La mano di Rod (2010) è pronto per aggiustamenti che lo renderanno ancora più unico e irripetibile. Ma nel confronto con gli editori vedo l'intelligenza umana arrancare e non poco.







Tutto ciò visto come sono stato ignorato per decenni dagli addetti ai lavori, editori e colleghi pone un problema serio in relazione al test di Turing, il quale prevede di dialogare con un essere umano e una macchina senza sapere chi sia l'uno o l'altra. Se i due sono indistinguibili di fatto non c'è differenza tra macchina e uomo. Il problema è che dal confronto molti esseri umani sembrerebbero loro delle macchine e pure guaste.

Detto questo, possiamo affermare che "The Red-Headed Terror" is back. Il terrore rosso è tornato. Così infatti era soprannominato il campione Donald Budge per via della sua chioma di capelli rossa.

La naturalezza e le forme dell’intelligenza: Jannik Sinner come un’esperienza scientifica.

     

Scritto per Livetennis.

    Vedere giocare Jannik è ormai sia un piacere che un’abitudine per tutti. In me il piacere si unisce a una soddisfazione personale per il tempo dedicato a questo sport e a quel mondo culturale e scientifico che mi ha permesso di intravedere le sue dinamiche di crescita e di sviluppo in ambito tennistico e sportivo. Comprendere lo sviluppo di un giocatore e vedere le sue abilità che crescono e si ramificano in forme complesse di gioco partendo da un principio semplice è qualcosa che da soddisfazione. Una soddisfazione che supera ogni forma metafisica di comprensione. Jannik Sinner non è un’esperienza religiosa, è il simbolo di come la cultura e determinati principi scientifici ci permettano di capire il mondo che ci circonda e forniscano le chiavi di interpretazione di come accadono le cose, come avvengono certi fenomeni. Perché sono fenomeni. Sinner è un fenomeno. La scienza spiega perché questo è accaduto a Sinner e non ad altri. Non starò qui a scrivere come certi colpi siano fuori dalle leggi fisiche, perché ne sono assolutamente compresi, ne fanno parte e la loro comprensione è nettamente più bella della loro ammirazione estatica.

    Sinner in questo inizio di stagione, dall'Australian Open, ha avuto qualche periodo di calo in cui il suo tennis non è stato all'altezza di quello espresso in passato ma la stagione è lunga e gli avversari molto ostici. Non è facile, forse addirittura impossibile, mantenere la stessa costanza di rendimento per l'intero anno. A Indian Wells lo abbiamo rivisto tonico, reattivo, determinato e lo stesso sta facendo nelle prime partite a Miami, al contrario di Alcaraz che è inciampato in due sconfitte sulla carta inaspettate, ma la stagione è lunga, gli avversari ostici, ed è difficile mantenersi costanti sul limite alto il rendimento, vale anche per lo spagnolo.

    Jannik sta anche mostrando un rinnovato gioco di volo e ottime capacità di tocco nelle volée e nelle palle corte, le quali sono il segno di un continuo apprendimento tecnico dell'italiano, che sembra seguire, con determinazione, un percorso di crescita e apprendimento che possiede qualcosa di bello in sé. Ormai non è più un potentissimo e solido giocatore di fondo, sta diventando un giocatore a tutto campo, inoltre il suo servizio è cresciuto con costanza nel tempo: maggiore percentuale di prime, più punti dal servizio.

    E' un fatto mentale che Sinner riesca a raggiungere certi livelli assoluti di rendimento ed altri no? Non pochi ritengono di sì, ma nello sport, così come nel tennis, la parola mente è, a volte, abusata e usata con leggerezza, anche dagli stessi atleti. La spiegazione infatti rischia di rimanere astratta e di non fornire indicazioni concrete sul come alcuni riescono ed altri no, nonostante l'impegno profuso negli allenamenti sia lo stesso. Gli atleti dentro di loro lo sanno.

L'intelligenza, umana e non solo, è estremamente connessa con gli strumenti a disposizione. Le abilità pertanto si acquisiscono e si migliorano proprio in relazione agli strumenti utilizzati, e il corpo umano non è che uno strumento utilizzabile dalla mente.

"Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido".

    La frase, attribuita ad A. Einstein, fa al caso nostro, infatti ogni parte del nostro corpo (le mani, le braccia, le gambe, i polmoni, le stesse funzioni metaboliche, il vo2max, la soglia aerobica e anaerobica) sono strumenti che ci permettono di svolgere determinati compiti. Se gli strumenti hanno del potenziale in più in relazione a determinate funzioni questa semplice realtà può permettere di acquisire maggiori abilità, con il tempo e l'allenamento. Uno scricciolo e un'aquila hanno entrambi le ali, sono entrambi uccelli, impareranno entrambi a volare, ma il primo svilupperà capacità di voli brevi tra rami fitti e cespugli, l'aquila si librerà in alto in voli lunghi, planate e picchiate velocissime. Svilupperanno due intelligenze di volo diverse in relazione ai propri strumenti, come se l'intelligenza stessa fosse parte integrante delle forme a disposizione.

    E' un problema mentale? Certamente sì, ma è anche strettamente connesso alle proprie caratteristiche fisiche, in modo inscindibile. La situazione non è diversa nel mondo dello sport dove ogni disciplina è strettamente collegata a determinate caratteristiche personali, ma quelle richieste da un disciplina sono diverse da quelle richieste da un'altra, proprio come nel caso dello scricciolo e dell'aquila. Le prestazioni di un fondista saranno maggiormente influenzate dalle potenzialità del suo vo2max, quelle di un velocista dalla sua esplosività muscolare. Un nuotatore potrebbe essere avvantaggiato dalla sua leggerezza a parità di volume. Abilità diverse vanno di pari passo con caratteristiche e strumenti diversi che sono maggiormente adatti allo scopo.

    Non si tratta solo di un vantaggio immediato (una naturalezza e una facilità innata con cui si svolgono certe attività, come si eseguono determinati colpi nel tennis per esempio) ma anche dell'apertura alla possibilità di crescita atletica e tecnica, nonché all'acquisizione di abilità strategiche nella gestione della competizione e nella distribuzione delle proprie forze.

    Questo è anche il motivo principale per cui ritengo Jannik Sinner un giocatore più naturale di Carlos Alcaraz: lo spagnolo, per giocare il suo splendido tennis, ha bisogno di una esplosività fisica e tecnica maggiore dell'italiano questo lo espone a periodi di calo in cui può essere messo in difficoltà da giocatori in buona forma, come accaduto con Medvedev a Indian Wells e con Korda a Miami.

Al contrario Sinner possiede delle caratteristiche che gli permettono una maggiore facilità esecutiva la quale gli consente di tenere un livello alto di ritmo, velocità e rotazione dei propri colpi con più semplicità: un po' meno sforzo e dedizione tecnica. Questo apre la strada a una gestione diversa delle partite, dei tornei e dei carichi di lavoro.

    Certe caratteristiche a volte semplici, se non semplicissime, non hanno solo implicazioni dirette nella crescita di uno sportivo ma hanno anche la capacità di influire su aspetti mentali puri: rendono più sicuri in campo, meno nervosi, più tranquilli perché rendono gli atleti più consapevoli delle proprie possibilità.
C'è anche un riflesso su aspetti sociali e umani perché disinnescano le emozioni negative, smussano l’invidia, sgretolano l’acredine e lasciano un sana ammirazione sportiva anche tra atleti.

    La comprensione profonda lascia solo emozioni positive: l’ammirazione della la bellezza e della diversità delle forme. Jannik è Jannik. Solo lui può giocare così, ma non a causa di incomprensibili astrattismi, bensì per mezzo degli strumenti che utilizza e i primi strumenti di uno sportivo sono quelli del proprio corpo. Perché Jannik è Jannik? Perché nessuno può imitarlo? Sono le sue specificità a renderlo un fuoriclasse.

Semplificando il caso doping di Jannik Sinner

Semplifichiamo il caso Jannik Sinner:
2 categorie della normativa:
1. Nessuna negligenza
2. Negligenza non significativa.
Se sei nella prima categoria non ci sono sospensioni. Nella seconda sì.
I fatti sulla base di ciò che è nei documenti:
1. Sinner ha uno staff che ha firmato un contratto in cui si impegna a rispettare le normative antidoping. Sono degli esperti e si assumono anche la responsabilità del settore doping.
2. Sinner viene contaminato dal clostebol in modo indiretto. Un collaboratore usa uno spray e poi lo massaggia.
3. Sinner (è nei documenti) aveva chiesto se per la ferita il massaggiatore usasse qualche prodotto, ricevendo risposta negativa.
Sinner viene trovato positivo di una quantità talmente piccola che è compatibile con l'assorbimento per contatto epidermico. Tutti gli altri test di Sinner sono negativi nell'arco dell'anno.
Il Tribunale Indipendente trova Sinner innocente. Per loro il caso rientra nella fattispecie n.1 Sinner non poteva fare niente di più di quello che ha fatto per evitare di essere contaminato per contatto epidermico.
Wada fa ricorso. Sostenendo il principio della responsabilità oggettiva.
Il principio della responsabilità oggettiva non implica che il giocatore è sempre responsabile per lo staff, altrimenti non esisterebbe la categoria 1. I giocatori sono sempre responsabili punto. La responsabilità oggettiva prevede l'inversione dell'onere della prova. L'Atleta è sempre responsabile fino a prova contraria. Infatti anche nella regolamentazione antidoping esistono delle circostanze in cui l'atleta può essere sollevato da responsabilità.
Il ricorso Wada può essere interpretato solo entrando nel merito della questione e non come un ricorso di principio (categoria più morale che giuridica).
Il Cas/tas avrebbe dovuto valutare se Sinner avesse compiuto tutte le azioni possibili e realistiche per evitare la contaminazione. Cosa avrebbe potuto fare Sinner oltre a quello che ha fatto? Nulla. Nulla di realistico e di fattibile, se non sottoporre a test il proprio staff
Il caso Sinner ricade chiaramente nella categoria 1. Nessuna negligenza nessuna colpa, perché non poteva fare nulla di più di quello che fece. Sinner è innocente.

Il tennis: misteri e segreti delle racchette

Dell’argomento racchette se ne parla da diverso tempo e recentemente Tony Nadal ha dichiarato che, per ridurre la velocità del gioco, si potrebbe ridurre la lunghezza delle racchette (una 26 pollici da bambini?). Ma andiamo per ordine. Le conclusioni saranno contro intuitive.

Tre sono le caratteristiche dell’attrezzatura che hanno cambiato il gioco nel corso degli anni.

I materiali compositi che hanno sostituito il legno.

La conseguente possibilità di ridurre il peso e allargare il piatto corde.

L’avvento delle corde mono filamento.

Queste tre novità tra loro interdipendenti hanno portato alle caratteristiche di gioco moderno e questo ha coinciso con una concentrazione statistica dei risultati su pochissimi giocatori (a livello Slam 66 titoli sono andati a 3 atleti, Djokovic, Nadal e Federer). Non è diversa la situazione dei Master 1000 dove questi tre atleti hanno fatto incetta di titoli: Novak Djokovic con 40, Rafeal Nadal 38 e Roger Federer 28. Andre Agassi è il più vicino ma staccato a 17 titoli vinti. Giocatori di livello del periodo precedente sono molto più distanti. Qualche esempio dal 1990: Pete Sampras 11, Thomas Mister 9, un ottimo Michael Chang 7 (lo cito non a caso), Jim Curier, Marcelo Rios e Boris Becker sono a 5 titoli vinti equiparabili ai Master 1000.

L’intenzione non è quella di mettere in dubbio i valori degli atleti ma quella di approfondire se il progressivo cambiamento dello strumento di gioco ha in qualche modo favorito la competitività di alcuni atleti diminuendo quella di altri, in base alle caratteristiche fisiche.

Abbiamo evidenziato quali sono stati i tre principali cambiamenti. La prima conseguenza è che il peso è stato ridotto ma riducendo il peso è stata ridotta la pesantezza del pendolo. Questa riduzione della massa venne compensata da un piatto corde più grande e quindi da una maggiore spinta elastica delle corde che si deformano di più ed hanno un maggiore effetto trampolino.

Questo ha dato facilità di gioco a tutti ma nel tennis di alto livello c’era un problema non da poco. La maggiore elasticità portava con sé una maggiore imprecisione di gioco, in quanto il piatto corde si deformava molto per una maggiore spinta ma il rilascio era impreciso, perché l’elastico è più lungo.

L’avvento del mono filo ha risolto il problema in 2 modi: l’elasticità della corda è minore ma le corde scorrono meglio l’una sull’altra con alcune conseguenze:

Una migliore precisione in uscita dal piatto corde.

Maggiori effetti per stringere gli angoli di gioco con il top spin, un aumento dei rimbalzi in altezza anch’esso dovuto alla maggiore rotazione. Uno studio del 2011 ha evidenziato che le corde in mono filamento riescono a imprimere alla pallina fino al 25% di rotazione in più (Rod Cross, Crawford Lindsey, The Physics of Tennis: Which Strings Generate the Most Spin?).

Quindi abbiamo:

Un pendolo molto più leggero, è stato tolto quasi il peso di 2 palline, e di conseguenza un momento angolare minore.

Un piatto più grande che permette di ridurre gli errori di molto.

Delle corde che in elasticità di spinta, per dare controllo con la rotazione, non compensano più la mancanza di pesantezza del pendolo.

Domande: è possibile che questi cambiamenti abbiamo progressivamente ridotto la competitività di certi giocatori i quali fanno sempre più fatica a competere aumentando le probabilità di vittoria di altri in modo tale da favorire la concentrazione di risultati a livello Slam e Master 1000?

E’ possibile che il tennis sia diventato più fisico per questo, implicando una crescita fisica degli atleti che sono diventati mediamente più alti e più robusti?

E’ possibile che i Beppe Merlo, i Michael Chang, gli Schwarzman, i Fognini abbiamo visto le loro probabilità di vittoria ridotte se non a scapito di sforzi fisici di gioco difficilmente sostenibili sul lungo periodo?

Giocando con un pendolo più leggero sono costretti ad andare più veloci con il braccio racchetta per avere lo stesso effetto di collisione.

Per questi motivi ritengo che accorciare la racchetta non sia la soluzione migliore poiché renderebbe il tennis ancora più dispendioso e fisico per tutti e sempre più insostenibile per molti.

Sarebbe preferibile agire sul piatto corde e paradossalmente mettere un peso minimo in modo da costringere i giocatori ad essere più tecnici e meno muscolari nell’azione?

Andiamo per estremi. Se togliessimo le racchette per tutti, se giocassimo a manate, chi riuscirebbe a giocare? Probabilmente qualcuno bello piazzato farebbe qualche dritto, ma pochissimi. Man mano che ridiamo l’attrezzatura vedremo che anche chi ha caratteristiche fisiche diverse riuscirà ad esprimere un gioco.

Una cosa è certa, prima di andare a toccare l’attrezzatura, racchette, palline è opportuno chiederci cosa vogliamo. Il rischio è quello di lasciare il gioco a poche persone adatte a quell’ambiente di gioco, riducendo di fatto la competitività. Come sembra sia accaduto in questi ultimi 20 anni.

Esiste anche un problema di sicurezza, infatti anche tra gli atleti di élite non sono rari gli infortuni ai gomiti, le spalle e i polsi. Gli infortuni dipendono, ovviamente, anche dalla predisposizione fisica degli atleti ma possono essere favoriti anche da un gioco sempre più muscolare, corde meno elastiche, racchette più leggere e rigidità dei telai più elevata.

Djokovic si operò al gomito nel 2018, Nel 2014 Nadal si infortunò al polso destro e rientrò dopo essere stato fermo 3 mesi. Juan Martin del Potro subì anche lui infortuni a entrambi i polsi che lo costrinsero ad operarsi. I dolori al polso di Dominic Thiem e la conseguente operazione ne hanno condizionato il tennis e la competitività spingendolo forse al ritiro. I problemi alla spalla di Daniil Medvedev lo costringono a scendere compromessi con il movimento del servizio. Si potrebbe continuare ma sembra evidente che anche tra i giocatori di livello i problemi alle articolazioni più sollecitate presenti e non poco.

Cosa è successo nello sci alpino: un’attrezzatura più difficile costringe a una migliore tecnica esecutiva.

Un cambiamento forse ancora più rivoluzionario è avvenuto nello sci alpino con l’introduzione della sciancratura degli sci. Sostanzialmente si tratta di una forma particolare dello sci il quale è più largo nella zona della punta e della coda e più stretto al centro. Questo permette allo sci di avere un arco di curva ideale descritto da un raggio. Ci possono essere sci con raggio 14 metri, 18 metri o 20 metri. Gli sci dritti di una volta non hanno un raggio di curva né, quindi, un arco ideale. Questo cambiamento ha consentito a tutti di sciare con sforzo fisico minore e di poter gestire lo sci anche se la tecnica non è eccelsa. Era molto più difficile far girare un paio sci di una volta lunghi 2 metri, rispetto a quelli più e sciancrati di oggi, specialmente tra i pali stretti.

Nelle gare di coppa del mondo si è ritenuto opportuno intervenire con dei regolamenti che limitassero la sciancratura a seconda delle discipline (Speciale, Gigante, Super G). Sostanzialmente gli sci da gara, consentiti dal regolamento, sono un po’ più vicini agli sci classici, non per questo non sono moderni. Nello slalom speciale lo sci è evidentemente moderno ma anche qui c’è un regolamento e ci sono dei limiti di misure e rialzi.

L’intervento aveva un duplice scopo: da un lato la sicurezza degli atleti, dall’altro cercare di far emergere la migliore tecnica. Gli sci sciancrati hanno infatti un rilascio in uscita di curva molto dinamico che può essere difficilmente gestibile ad alte velocità e inoltre aumentano la possibilità di spigolare, condizione per cui lo sci fa presa con la lamina sulla neve e segue il raggio di curva della sua struttura aumentando il rischio di cadute.

E’ inoltre, a mio parere chiaro, che uno sci meno sciancrato e un po’ più lungo, per la sua difficoltà intrinseca implica una tecnica migliore nella gestione della curva. Di fatto non può essere girato di forza o di trazione.

Potrebbe essere possibile anche nel tennis introdurre un regolamento per le competizioni che abbia una duplice finalità: salvaguardare maggiormente la salute degli atleti e stimolare una migliore tecnica esecutiva?

Personalmente credo di sì, ma le racchette dovrebbero essere “più difficili” e non “più facili” imponendo la necessità di “oscillare” in decontrazione (swing) e riducendo la possibilità di agire con trazione muscolare.

I segreti del dritto di Jannik Sinner

Una chiara oscillazione a 1 pendolo. Non c'è uso del polso, non c'è rotazione dell'avambraccio, se non dopo l'impatto. Il punto di rotazione è alla spalla e ogni singolo punto di massa sfrutta il raggio al quadrato (ovale della racchetta compreso). Se si rilascia troppo presto è opportuno sapere che l'oscillazione in doppio pendolo è caotica, pertanto il rischio è perdere precisione e timing. Inoltre il raggio dell'oscillazione diminuisce e il raggio nel momento di inerzia è una variabile al quadrato, pertanto la massa all'impatto dovrà essere moltiplicata per un raggio minore al quadrato. Nel secondo fotogramma si vede chiaramente il follow through dell'intero braccio racchetta con la pallina già fuori dal piatto corde, infatti il braccio è sempre nella stessa posizione.






La mano di Rod e la divulgazione scientifica.

Quando si parla di divulgazione scientifica è opportuno tenere a mente che più è ampio il numero degli individui che si vuole raggiungere e maggiore è la semplificazione che bisogna fare dei concetti da esporre. Questa condizione comporta il rischio di perdere fedeltà e diventare troppo semplicistici. E’ un rischio che è opportuno correre, prestandoci attenzione, perché il vantaggio e l’obiettivo sono quelli di riuscire a stimolare una curiosità che invoglia ad approfondire in altre sedi con maggiore complessità e precisione.
Quando si parla di sistemi complessi e di caos è opportuno fare riferimento a quelle che vengono definite come “le condizioni iniziali sensibili”. Sono variabili che influenzano in modo macroscopico un sistema nella sua evoluzione. Senza entrare nel merito dei sistemi lineari e non lineari, ci sono appunto altre sedi, quello che merita essere evidenziato è che certe variabili in alcuni sistemi ne influenzano l’andamento in modo completamene diverso. Si può definire che tale diversità è un’andamento caotico in quanto diversissimo da quella che è la normalità di sviluppo. La difficoltà risiede nel comprendere quali sono queste variabili e in relazioni a quali sistemi agiscono, è una sfida per le società moderne.
La bellezza dell’allegoria che percorre tutto il romanzo (La mano di Rod. Il tennis e le scienze del caos) risiede proprio qui ed apre molteplici chiavi di lettura sul valore della conoscenza.
Avevo in mente quali potessero essere le variabili che influenzano il “sistema tennista” (mi perdoneranno gli atleti se li tratto in modo asettico) dovevo vedere se ce ne fosse stata una più influente delle altre e se fosse stata abbastanza piccola da poter essere considerata un “effetto farfalla”.
Ho messo insieme alcuni elementi, uno scrittore romano (Tacito), la fisica, un pizzico di genetica e l’evoluzione: tutto assumeva una linearità di una bellezza limpida.
Dovevo scegliere l’effetto farfalla, ovvero quella variabile che, se presente, poteva innescare cambiamenti macroscopici a lungo termine. Ora siccome la massa nel momento di inerzia “sfrutta” il quadrato della distanza dall’asse di rotazione non ho scelto la lunghezza del pendolo, ma l’ultima parte del corpo umano, quella che è la più lontana da ogni asse di rotazione naturale del nostro corpo (spalla, gomito, pronazione, supinazione dell’avambraccio). L’ho messa nel titolo. Il segreto in copertina.
Non me lo sono inventato di sana pianta c’è un approccio scientifico letterario dietro non è lo psicopatico o il mostro di turno dei libri Stephen King. Quando si sveglierà l’editoria editoria dal suo torpore ideologico?

Come ho visto il tennis e il coaching in campo

La conoscenza è dipendente dall’osservatore. Da un lato perché l’osservazione è vincolata al punto di vista di chi osserva e dall’altro perché l’osservatore stesso può interagire nel momento dell’osservazione con ciò che osserva, modificandone le dinamiche.

Cambiare punto di vista da cui si osserva un problema rende la conoscenza più oggettiva.  Si tratta della versione razionale dell’empatia con cui ci si mette nei panni dell’altro: “try to walk in my shoes”, “prova a metterti nei miei panni”. 

Questo non implica che non esista una conoscenza oggettiva e che sia tutto relativo, ma che per raggiungere una sapere accurato è opportuno approfondire in modi diversi e con consapevolezza ciò che viene analizzato.

Possiamo vedere la stessa montagna e vederla con forme diverse semplicemente perché la osserviamo da luoghi diversi. La montagna è sempre la stessa le diverse visioni ne completano la profondità di analisi. E’ possibile che per spostarci sulla montagna e osservarla smuoviamo un sasso, inneschiamo un piccolo smottamento di ghiaia, la montagna sarà cambiata da noi che la osserviamo, non in modo sostanziale ma cambiata. Altri tipi di osservazioni, in altri campi, potrebbero modificarla in modo più macroscopico ed è opportuno tenerne conto, avere coscienza e consapevolezza di ciò che facciamo.

In questo modo ho osservato il tennis:cercando di uscire dagli schemi, spostandomi per vedere se c’era qualcosa di nascosto, che non si vedeva da altre posizioni. Sono salito sulla montagna per una via diversa e ho visto panorami diversi della e dalla stessa montagna.

In linea di massima il coaching in campo permetterà all’atleta di prendere coscienza di alcuni suoi aspetti di gioco che potrebbe trascurare dal suo punto di vista, in quanto coinvolto nell’azione. La conseguenza è che permetterà ai giocatori di migliorare e probabilmente alzerà il livello dello spettacolo e non credo che snaturi più di tanto l’aspetto psicologico del confronto, anzi potrebbe consolidarlo. In fondo spetta sempre al giocatore l’ultima scelta tra il ventaglio delle possibilità di azione, le quali aumenteranno solamente. 

Jannik Sinner il predestinato di Darwin e Wallace


Il modo di ragionare è semplice lo devo a Charles Darwin e Wallace. Quando il naturalista inglese si imbatté nell'orchidea cometa si chiese quale falena sarebbe stata in grado di impollinare un fiore simile. Ipotizzò che esistesse una falena con una spirotromba molto lunga.

Solo 41 anni dopo una farfalla con quelle caratteristiche fu trovata in Madagascar. La conferma definitiva arrivò addirittura più tardi con foto e filmati (1997, 2004). Si tratta della Sfinge di Morgan, la Xanthopan Morganii Praedicta.

Questo modo di ragionare può essere applicato a tutto anche agli sport. Se consideriamo il #tennis un ambiente di riferimento (grandezza del campo, palline, racchette, altezza della rete) ci sarà un giocatore con delle caratteristiche fisiche tali da avere un gioco di eccellenza.

Un giocatore con un peso dell'oscillazione tale e un momento angolare sufficiente da metterlo in condizione di vincere i tornei di più alto livello. Sviluppando un gioco complesso, vario e potente quando è necessario.

#Jannik #Sinner è la nostra Sfinge di Morgan, la nostra Xanthopan Morganii. Trovato dopo molti anni: 48 dopo lo Slam di Adriano Panatta e la prima Coppa Davis. #AO2024 #SinnerMedvedev #AO24.

Questo tipo di ragionamento va bene per ogni disciplina sportiva considerando che l'ambiente muta per ogni disciplina in quanto la disciplina stessa è l'ambiente. Da qui nasce la diversità e la complessità.

Allenare il momento angolare nel tennis


Jannik Sinner (momento angolare)

Allenamento con Ale:

-Proviamo il momento angolare. Ruotiamo e lasciamo salire il braccio racchetta in scioltezza. Curiamo solo l'impatto senza dare forza.

-Ok.

Dopo un'ora di gioco.

-Babbo. Fichissimo. Sembra di essere sui calci in culo al Luna Park. #tennisnnis #AO20244 #sinner

Se scomponiamo il colpo in due parti principali:

Un'oscillazione e una rotazione il momento angolare consente di mantenere la velocità del pendolo (braccio racchetta) quando va in salita, o di mantenere più alta l'oscillazione del pendolo.

Questo permette di avere una maggiore efficienza ed evita di essere muscolari. #tennis #sinner

Questo aspetto è presente in ogni colpo fondamentale, compreso il servizio. E' opportuno imparare a utilizzarlo in ogni situazione di gioco. Si migliora solo ciò che si allena.