Rivoluzioni copernicane e istruzioni razionali di gioco, adatte ad agonisti e giocatori di circolo. Massimo raggio, massima massa, massima velocità. Nessun doppio pendolo. Un manuale per tutti.
martedì 19 novembre 2024
La mano di Rod e la divulgazione scientifica.
domenica 27 novembre 2022
Il tennis moderno ha abolito la fantasia. Presto un robot batterà il n.1 del mondo
"La fantasia è come la marmellata, bisogna che sia spalmata su una solida fetta di pane".
L’aforisma di Italo Calvino ci ricorda che la fantasia lasciata a se stessa rischia di essere qualcosa di indistinto, rischia di essere troppo vaga e quindi poco utile. In qualunque sport abbiamo a che fare con azioni fisiche, tangibili, concrete. L’estro, la creatività, la personalizzazione sono caratteristiche indubbiamente utili che rendono un atleta unico e i campioni irripetibili, ma per farlo devono essere sorrette da solide fondamenta. I programmi di allenamento, i modelli esecutivi, un approccio razionale sono limitanti per la creatività da un lato, ma dall’altro forniscono l’intelaiatura che permette alla creatività di esprimersi in modo funzionale e efficace. Da questo connubio credo che un atleta creativo esca ancora più competitivo perché sa scegliere il momento e il modo per utilizzare la propria creatività.
La fantasia ha bisogno di pazienza. Da un lato è opportuno costruire delle solide basi tecniche ed atletiche per permettano di esprimerla al meglio per essere efficacie. Dall'altro lato è necessario scegliere il momento giusto per esprimerla in competizione. E' una ciliegina sulla tornata. Non bisogna abusarne perché il rischio è che sia controproducente.
